giovedì 15 settembre 2016

I GERMI - Pasteur aveva ragione?

Quanti di noi si disinfettano le mani subito dopo essere scesi dal bus?
E chi disinfetta il manico del carrello al supermercato?
A chi fa proprio schifo sedersi a terra?



Alzo io la mano per prima! Sono una fissata, ma ammetto di essere assolutamente e definitivamente incoerente su questo...e mio marito che afferma che la coerenza è la mia migliore caratteristica! E andiamo bene allora! Se questa è la migliore, allora le altre?


Ora mi spiego: io sono pro-germi! Io sono pro-virus! Io sono pro-batteri!

Però il cane sul letto proprio no! ahahahah


Da diversi decenni ci è stato insegnato a temere i germi, virus, batteri e agenti patogeni che ci possono attaccare dall'esterno.

 Vediamo in tv pubblicità di prodotti che sterilizzano pavimento, superfici, vestiti...
E' importantissimo sterilizzare il cibo cotto per evitare la formazione di muffe, che sono tossiche, anche fatali, ed è vero che in situazioni particolari, come in sala operatoria, , è decisamente più salutare sterilizzare gli strumenti, dato che una persona che subisce un'operazione ha diritto a non essere infettato da batteri esterni (cosa che purtroppo accade troppo facilmente con danni  alla salute notevoli)... ma è giusto accanirsi contro ogni superficie di casa, ad esempio?

Veniamo continuamente incoraggiati a proteggerci da ogni forma di "contagio".

Il modello di malattia introdotto da Pasteur vinse sul'argomentazione più accurata di Bernard riguardo al "terreno interno".
Ho parlato del "terreno" anche nel mio articolo INFEZIONI VIRALI E NON... Uso degli antibiotici in modo indiscriminato! 





La teoria principale di Pasteur è nota come laTeoria dei Germi della Malattia . Tale teoria afferma che specie fisse di microbi da una sorgente esterna invadono il corpo e sono la prima causa di malattia infettiva. Il concetto che tipi di batteri immutabili causano malattie specifiche è stato ufficialmente accettato come il fondamento della medicina allopatica e della microbiologia verso la fine del 19º secolo in Europa. Chiamato anche monomorfismo , (condizione di avere una singola forma).

Ma allora sorge la domanda: come mai con tutti questi germi in giro non siamo sempre tutti malati? Perché il nostro compagno di banco si ammala e io no. Come mai in alcune famiglie uno o due membri non si ammalano quando gli altri sono piegati in due dalla febbre e virulenze varie?
Perché, infine, i vaccini e gli antibiotici falliscono e creano superbatteri?


Queste domande trovano risposta attraverso la comprensione del Terreno Interno e del Pleiomorfismo (la proprietà di alcuni batteri di modificare la propria morfologia.)


IL TERRENO INTERNO

Il terreno interno comprende il sistema immunitario, i tessuti degli organi e le cellule del sangue.
Coloro che sono usciti dalla linea dogmatica di Pasteur asseriscono che il terreno interno sia più vitale per restare liberi dalle malattie, rispetto alla ricerca di nuovi antibiotici e vaccini per uccidere specifici batteri e virus... un problema è che, però, non sono così specifici!
Per fare un'analogia: e mosche non creano spazzatura!
E' la spazzatura ad attirare le mosche, che si nutrono e si riproducono attraverso uova da cui fuoriescono vermi che si trasformano in mosche... ed ecco che si moltiplicano in maniera esponenziale. La rimozione dei rifiuti è più efficace che spruzzare sostanze chimiche tossiche, che mettono in pericolo la vita animale e umana intorno a casa. 

Allo stesso modo, l'aggiunta di tossine nell'uomo non è così efficace come la pulizia del terreno interiore.
Gli sforzi della medicina convenzionale di uccidere i microbi usando tossine, invece di creare migliori terreni interni, provocano maggiore malattia!... a maggiori malattie!


Il terreno interno umano supporta la salute mantenendo un Ph equilibrato, leggermente alcalino. L'opposto porta all'acidosi, un terreno fertile per la malattia. La dieta, la digestione, l'esercizio fisico, la disintossicazione e la gestione dello stress dovrebbero sostenere il Ph del terreno interiore.
Tutte le arti mediche alternative, antiche e moderne, sono consapevoli di questo, perciò si concentrano nel mantenere un equilibrio interiore.

IL PLEIOMORFISMO

La teoria dei germi ha perso campo con il pleiomorfismo. Una ricerca indipendente ha stabilito che i microbi si trasformano in base al loro ambiente cellulare. Se in un primo momento sono benigni, in seguito diventano patogeni perché costretti a sopravvivere in un ambiente cellulare danneggiato. I prodotti di scarto di questi microbi creano ancora più danno.
Ulteriori ricerche hanno stabilito che questi microbi spesso sono già presenti nel corpo umano in modo benigno. Essi non vengono tutti dall'esterno, e non sono patogeni in ambienti sani. Lo diventano in ambienti malsani.
Ciò che viene da fuori sono le tossine esterne e gli alimenti tossici che rendono difficile la sopravvivenza per i microbi benigni. Poi si trasformano in quelle piccole "creature brutte".

Royal Raymond Rife ha creato il suo Microscopio Universale a luce regolare in modo da osservare microbi viventi mentre vengono distrutti da frequenze differenti prodotte dal suo radiogeneratore di frequenze. prima di questo strumento, l'ingrandimento elettronico uccideva i microbi e quindi poteva essere vista solo una forma di questi per ogni malattia.
Tramite il nuovo Microscopio è stata dimostrata e sostenuta la teoria del pleiomorfismo, permettendo ai microbiologi di vedere i microbi mutare da benigni a patogeni e poi di nuovo benigni in base alle condizione dell'ospite. Rife ha osservato un microbo cambiare fino a 16 forme diverse.

Più recentemente i microbiologi hanno fatto ulteriori scoperte osservando il sangue vivo in campo scuro, confermando le ricerche di Rife e validando il pleiomorfismo. Sul suo letto di morte, riportano, Pasteur ha approvato l'affermazione di Bernard che "il germe è nulla, il terreno interno è tutto". Questo non è stato riportato nell'educazione medica ortodossa.

Bisogna rendersi conto che una buona pulizia interna, un buon "sistema idraulico", il risanamento degli organi interni, bere buona acqua, una sana ed adeguata nutrizione, influiscono di più sul rigettare o guarire dalle malattie infettive rispetto ai vaccini e ad una combinazione antibiotica.
Questi fattori basilari, di solito ignorati, sono ciò che supportano un forte sistema immunitario, oltre alla gestione dello stress.

Le zanzare prosperano in acqua stagnate, non fanno ristagnare l'acqua. In modo analogo i germi sono attratti da liquidi corporei stagnanti ed un sistema immunitario indebolito, per il quale sarebbe di vitale importanza leggere il livello del Ph (equilibrio acido-base)In condizioni normali il sangue è leggermente alcalino, con un pH che varia entro limiti piuttosto ristretti, tra 7.35 e 7.45. Con le strisce reattive per la salive il valore dovrebbe stare intorno a 6. Se una persona è tendenzialmente alcalina, il suo sistema immunitario può sostenere molte sfide, mentre se tende all'acidità è predisposto alla malattia.

Perciò l'unico modo per superare incolumi un'epidemia, è rinforzare il nostro sistema immunitario.
Strumenti utili sono un'alimentazione naturale ed equilibrata, come mangiavano i contadini del secolo scorso, alimenti freschi e di stagione e a km 0, cereali integrali, possibilmente in chicco, e legumi, frutta secca... Un intestino pulito con un'attività regolare è indispensabile!
Assumere un'ottimale quantità di vitamina C (potentissimo antiossidante), avere in casa oli essenziali puri di grado terapeutico, argilla, semi di lino, argento colloidale e cavolo cappuccio, e si hanno tutte le risorse per non dover ricorrere a sostanze chimiche per trattare le malattie e prevenirle!
Se si utilizza l'argento colloidale è importante utilizzare anche buoni probiotici ad un'ora dall'assunzione.

Il non fatto publicizzato, ma provato, che i microbi interni ad ogni organismo vivente, mutino diventando patogeni in un ambiente non sano diventando tossici, mostra la follia dell'aggredire i microbi esterni come unica fonte di malattia.



Fonte: http://www.realfarmacy.com/big-pharmas-big-secret-medical-mafia-keeps-sick/


Questo contenuto è a solo scopo informativo e non è destinato a diagnosticare, trattare o curare alcuna malattia. Si consiglia di consultare un medico per affrontare specifici problemi di salute che potreste avere.

Per informazioni mi trovate anche su Facebook, Sara Rogai Santillo e seguitemi sugli altri miei blog http://semplicementedoterra.blogspot.it e www.sarasemplicemente.blogspot.it

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/salute/pH-sangue.html

giovedì 1 settembre 2016

Benessere Pratico: il Morbo di Crohn

Il seguente articolo è tratto dalla rivista VITA SALUTE, il numero di Gennaio 2009.



La sigla Ibd significa Inflammatory Bowel Diseases, malattie infiammatorie croniche dell’intestino. Io l’ho ribattezzata Intestino Bistrattato e quindi Disbiotico, Disperato perché non capisce perché lo trattiamo così male, Distrutto da un’alimentazione incongrua, insostenibile… 

Disbiosi vuol dire alterazione dell’equilibrio dei germi intestinali che coabitano nel nostro intestino. Si tratta di 50-100.000 miliardi di microbi che lavorano per noi, per aiutarci a smaltire i residui di cibo non digeriti, sintetizzare vitamine e altre sostanze utili, sostenere il nostro sistema immunitario. Secondo quello che mangiamo prevalgono certe specie piuttosto che altre. 

Studi recenti basati sul riconoscimento del Dna batterico nelle feci hanno evidenziato che in chi soffre di colite ulcerosa mancano i lattobacilli e gli eubatteri, entrambi amici del nostro intestino. Da questo tipo di studi non si può concludere con certezza che sia la mancanza di questi microbi a causare la malattia; potrebbe essere, al contrario, che se ne siano andati proprio a causa della malattia. Si potrebbe trattare, cioè, di quello che in epidemiologia si chiama «causazione inversa». I clinici sanno però che la somministrazione di probiotici (lattobacilli, bifidobatteri e saccaromiceti) aiuta a prolungare le fasi di remissione della malattia, per cui è ragionevole concludere che mantenere in buona salute i nostri amici microbi sia utile anche per mantenere la salute dell’intestino. Naturalmente ci sono anche altre cause, in particolare la predisposizione genetica, perché chi ha un genitore, un fratello o una sorella ammalati ha un rischio maggiore di ammalarsi, ma contro i geni non possiamo fare niente, possiamo solo prendere atto che il nostro intestino è più debole, più suscettibile all’incongruità del nostro stile di vita e del nostro cibo. 


Gli indizi sulle cause 

Il termine Ibd raggruppa le patologie chiamate morbo di Crohn (malattia infiammatoria cronica della parete dell’intestino) e colite ulcerosa (malattia infiammatoria cronica della mucosa del grosso intestino), due patologie che possono essere molto gravi, e che sono spesso trattate con farmaci pesanti e/o con interventi chirurgici talvolta invalidanti. La prima colpisce soprattutto il tratto terminale dell’intestino tenue subito prima di immettersi nell’intestino crasso attraverso la valvola ileo-cecale. La parete intestinale infiammata si ispessisce e giunge talvolta a restringere il lume fino a impedire il transito. E troppo spesso, dopo anni di dolori addominali, diarrea alternata a stipsi, e anche occlusioni intestinali, si finisce per ricorrere alla chirurgia, che risolve il problema acuto senza guarire la malattia. La colite ulcerosa, come dice il nome, è caratterizzata dalla presenza di numerose ulcere sanguinanti. Il sintomo principale è la diarrea, con numerose scariche ematiche quotidiane e conseguente anemia. In entrambi i casi l’assorbimento intestinale degli alimenti è compromesso e questi malati finiscono per soffrire di malnutrizione. Soffrono inoltre per gli effetti collaterali dei farmaci, in particolare del cortisone, che sono spesso costretti a utilizzare per anni se vogliono avere una vita minimamente normale. 

Ci sono pochi studi sulle cause di queste patologie. Alcuni di questi hanno suggerito che chi fuma si ammala un po’ di più di morbo di Crohn e un po’ meno di colite ulcerosa. Non sappiamo quale potrebbe essere il meccanismo. Ci sono studi che hanno osservato che chi aveva un gatto in casa da bambino e molti fratelli si ammala di meno, come se un ambiente meno asettico irrobustisse il sistema immunitario; ma altre ricerche non hanno confermato queste osservazioni. 

Per quanto riguarda l’alimentazione, gli studi hanno segnalato che i bambini e gli adolescenti che ne soffrono hanno frequentemente un’alimentazione basata su carni, dolci e cibi grassi, mentre mangiano raramente frutta, verdura, olio di oliva, pesce, cereali e frutta secca. Anche i dati sugli adulti mostrano che i malati hanno uno stile alimentare ricco di zucchero, dolci, cioccolato, bevande di cola, fast food e grassi, sia saturi (animali) sia poli-insaturi (vegetali), sia margarine. 
Anche i risultati di questi studi che confrontano persone malate con persone sane di controllo potrebbero essere distorti da causazione inversa, per cui è difficile concludere con sicurezza, per esempio, che la mancanza di cereali, verdura e frutta sia effettivamente una causa della malattia o non ne sia piuttosto una conseguenza, dovuta al fatto che questi pazienti evitano i cibi ricchi di fibre perché le fibre irritano la mucosa intestinale e possono causare diarrea. 

I medici consigliano ai malati che soffrono di enteriti di evitare le fibre, in particolare le fibre dei cereali indurite dalla cottura al forno (pane e biscotti integrali) e le verdure molto fibrose, perché le fibre grattano la mucosa e contribuiscono all’infiammazione con un’irritazione meccanica. Ai malati non rimane che mangiare cibi senza fibre, cioè carni, latticini e zucchero. Apparentemente li sopportano bene, nel senso che non danno disturbi immediati, ma alla lunga peggiorano l’infiammazione perché nella putrefazione intestinale delle proteine animali (carni, latte e formaggi) si libera idrogeno solforato, un gas tossico per la mucosa. Sono consigliabili piccole quantità di pesce, perché il grasso del pesce riduce l’infiammazione. 



Un dolce nemico 

L’altro grande nemico dell’intestino è lo zucchero, ritrovato costantemente negli studi su dieta e Ibd, il cui eccesso difficilmente può essere interpretato come conseguenza della malattia. Lo zucchero (il saccarosio) favorisce l’infiammazione, le pareti intestinali perdono tono, si accentua la proliferazione delle cellule del rivestimento mucoso, tanto che si sospetta che lo zucchero favorisca la comparsa del cancro. Anche le farine raffinate, i dolciumi e in generale i prodotti da forno sono nocivi. Va molto bene, invece, mangiare i cereali integrali sotto forma di crema, in particolare la crema di riso integrale, perché il riso integrale contiene sostanze antinfiammatorie (una tazza di riso integrale in sette tazze di acqua, sale marino, cuocere per due-tre ore a fuoco basso poi passare al setaccio in modo da togliere le fibre; oppure si può partire da una semola di riso integrale, meglio se macinata di fresco e poi tostata, con cui si può fare una crema in 10-15 minuti, sempre da passare al setaccio). 




La dieta all’Istituto di Milano 

Le mucositi del tubo digerente causano un’aumentata permeabilità intestinale, che favorisce l’assorbimento di sostanze tossiche. Per contrastare l’aumentata permeabilità è utile ispessire la crema di riso con l’amido tratto dalla radice del kuzu (una pianta selvatica rampicante, Pueraria lobata, Pueraria irsuta, che cresce sulle montagne e sui vulcani del Giappone, ndr): sciogliere un cucchiaino di kuzu in poca acqua fredda, aggiungere alla crema e far bollire per pochi minuti.

All’Istituto dei tumori di Milano, dove abbiamo molta esperienza di enteriti perché sono spesso causate dalle chemioterapie, insegniamo varie ricette a base di crema di riso, abbinate a creme di verdure (passare insieme al cereale le cipolle soffritte a lungo in una padella appena unta di olio di sesamo o extravergine d’oliva, oppure carote, zucca, lenticchie rosse o, con attenzione perché anch’essi ricchi di zolfo, broccoli o cavolfiori cotti al vapore, ma le verdure hanno effetti diversi nei diversi pazienti). Oltre alla crema di riso può andar bene il porridge di fiocchi di avena e la polenta di grano saraceno. 

Anche se si tratta di creme devono essere masticate a lungo, perché la digestione degli amidi dipende dalla saliva, altrimenti si possono avere fermentazioni intestinali. Con attenzione si potranno introdurre ricette a base di tofu, le cui proteine sono meno tossiche di quelle della carne perché contengono pochi aminoacidi solforati, e poi il riso semintegrale in chicco, il miglio, la quinoa. 

Un ottimo condimento è la curcuma, conosciuta da millenni come antinfiammatorio. Vanno bene le lenticchie rosse (decorticate), mentre gli altri legumi devono essere introdotti con prudenza, sempre passati al setaccio per togliere la buccia. Se compare stitichezza si preparerà una bevanda a base di alga agar agar (scioglierne un cucchiaino in una tazza di succo di mela senza zucchero, portare a ebollizione per un paio di minuti, spegnere il fuoco e bere tiepido, prima che diventi una gelatina), tutte le sere per una settimana. Particolarmente indicata è la zuppa di miso (il miso è una pasta di soia e un cereale fermentati a lungo), utilissima per risanare il tubo digerente dai danni da chemioterapia e radioterapia, facile da preparare (stemperare un mezzo cucchiaino di miso in un po’ d’acqua tiepida, aggiungere a fine cottura a un brodo vegetale senza sale e spegnere il fuoco) molto nutriente e facilmente assimilabile perché contiene proteine già digerite dalla fermentazione. 

È utile fare il brodo utilizzando anche qualche centimetro di alga Wakame (si trova secca nei negozi di cibi naturali), che contiene mucillagini lenitive per la mucosa intestinale. Abbiamo visto casi drammatici, trattati senza successo con farmaci per anni, risolversi fino a consentire una vita normale dopo poche settimane di dieta a base di crema di riso integrale, qualche zuppa di miso e creme di verdura, con poche integrazioni di tofu o pesce. 

A parte queste forme gravi, le malattie infiammatorie croniche dell’intestino includono anche patologie meno gravi e meno specifiche come la diverticolite, il colon irritabile, le coliti croniche non altrimenti specificate, non ulcerose ma pur sempre fastidiose. I suggerimenti dati per le Ibd vanno bene anche per queste forme. 

* Il dott. Franco Berrino all'epoca era il Direttore del Dipartimento di medicina preventiva e predittiva dell’Istituto tumori di Milano, ora in pensione.




Questo contenuto è a solo scopo informativo e non è destinato a diagnosticare, trattare o curare alcuna malattia. Si consiglia di consultare un medico per affrontare specifici problemi di salute che potreste avere.

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