mercoledì 10 maggio 2017

Gli acidi grassi nel sangue rivelano la dieta di tuo figlio





Data:
23 marzo 2017
Fonte:
Università della Finlandia orientale
Sommario:
Mangiare un sacco di caramelle di zucchero può mettere sotto sforzo il fegato, alterare il metabolismo degli acidi grassi del corpo e aumentare il rischio di malattie cardiometaboliche già durante l'infanzia. La composizione degli acidi grassi nel sangue dei bambini riflette la loro alimentazione - ma, per fortuna, questa composizione può essere influenzata positivamente da interventi nello stile di vita, dicono i ricercatori dell'Università della Finlandia Orientale.
LA STORIA COMPLETA

Interventi sullo stile di vita familiare di base possono avere un impatto sulla composizione degli acidi grassi nel sangue dei bambini, secondo un nuovo studio presso l'Università di Finlandia orientale. La composizione degli acidi grassi nel plasma riflette non solo la qualità dei grassi alimentari, ma anche la qualità dei carboidrati nell'alimentazione dei bambini. Ad esempio, la proporzione relativa di acido oleico era più alta nei bambini che hanno consumato molto zucchero, e più basso nei bambini che hanno consumato molti prodotti integrali. I risultati sono in linea con il fenomeno noto nel corpo umano. Eccessiva assunzione di zucchero stimola la sintesi endogena  di acidi grassi nel corpo, i quali possono essere rilevati nella composizione degli acidi grassi nel plasma.
Interventi nello stile di vita che raccomandano un maggior consumo di alimenti contenenti molti grassi insaturi possono avere un impatto sulla qualità dei grassi alimentari nelle diete dei bambini. Un frequente consumo di margarine a base di oli vegetali contenenti almeno il 60% di grassi è stato associato ad una maggiore proporzione di acidi grassi polinsaturi essenziali, acido linoleico e acido alfa-linolenico nel plasma. Inoltre, i bambini che frequentemente fanno uso di margarine a base di olio vegetale avevano meno acidi grassi  saturi e monoinsaturi nel loro sangue, che ha dimostrato di essere di beneficio per la salute. Lo studio ha associato un'alta proporzione di acidi grassi saturi e monoinsaturi, e una bassa percentuale di acidi grassi polinsaturi nel sangue ad un aumentato rischio di malattie cardiometaboliche già nell'infanzia.
Inoltre, un consumo frequente di caramelle di zucchero è stato associato ad una stimata maggiore attività del delta-9-desaturasi nel fegato. Il delta-9-desaturasi è un enzima che aiuta il fegato a formare acidi grassi monoinsaturi da quelli saturi. Mentre impedisce che gli acidi grassi saturi si accumulino nel fegato, promuovendo anche l'escrezione di acidi grassi dal fegato nel flusso sanguigno. Una ricerca precedente ha associato un elevato apporto di carboidrati ad una stimata maggiore attività di questo enzima negli adulti, ma il fenomeno non era stato studiato nei bambini fino ad ora. Inoltre, l'associazione tra una stimata maggiore attività enzimatica ed un aumentato di rischio di malattie cardiovascolari non è stata stabilita in bambini fino ad ora. Un'attività enzimatica elevata suggerisce che il fegato sta formando acidi grassi saturi di zuccheri ad un ritmo superiore, che è dannoso per il metabolismo lipidico e la salute generale.

Lo studio è stato condotto presso l'Università della Finlandia orientale come parte dello studio Physical Activity and Nutrition in Children (PANIC - Attività Fisica e Nutrizione nei Bambini) che ha coinvolto 512 bambini,dai 6 agli 8 anni, che hanno iniziato nel loro primo anno di scuola nel periodo dal 2007 al 2009 nella Finlandia orientale, e le loro famiglie. I bambini e le loro famiglie hanno ricevuto una consulenza su alimentazione ed esercizio fisico per un periodo di due anni. Lo studio di PANIC è uno studio di esercizio continuato e di intervento sula dieta ampiamente focalizzato sulle abitudini di vita, la salute e il benessere dei bambini. Il consumo di alimenti è stato valutato mediante registrazioni alimentari di 4 giorni e la composizione in acidi grassi nel plasma è stata valutata mediante gascromatografia da un campione di sangue a digiuno.
I risultati sono stati presentati da Taisa Venäläinen, MHSC, nella sua tesi di dottorato intitolata Plasma Fatty Acid Composition, Dietary Components and Cardiometabolic Risk Factors In Children -- Cross-Sectional Associations And Effect of a Lifestyle Intervention, disponibile per il download all'indirizzo http: // epublications .uef.fi / pub / urn_isbn_978-952-61-2454-4 /
I risultati originali sono stati pubblicati in LipidsJournal of Clinical Lipidology and American Journal of Clinical Nutrition.

Fonte: Blood fatty acids reveal your child's diet



Questo contenuto è a solo scopo informativo e non è destinato a diagnosticare, trattare o curare alcuna malattia. Si consiglia di consultare un medico per affrontare specifici problemi di salute che potreste avere.

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sabato 11 marzo 2017

Breve Storia della Ciclogenia Batterica (endobiosi o parassitismo del sangue)

Non vi è mai stata diatriba più energica ed appassionata in ambito scientifico di quella che oppose, verso la metà dell'ottocento, i due chimici e biologi francesi Antoine Bèchamp e Louis Pasteur.
Bèchamp (chimico, biologo e professore di farmacia - 1816/1908) affermava che tutte le cellule animali e vegetali contenessero granuli infinitesimali, che egli definì “microzymas”, in grado di sopravvivere alla morte dell'organismo.
Tali granuli sarebbero stati la causa della fermentazione e da loro potevano originare anche altri microorganismi. Questi “microzymas” presenti in tutti gli esseri viventi - uomo, animali e piante - sarebbero eterni ed indistruttibili e rappresenterebbero la forma di transizione fra materia vivente e non vivente. In presenza di un'azione specifica o patogena, i “microzymas” si trasformerebbero in batteri dalle proprietà putrefattive e fermentative.
Secondo questa teoria, dunque, l'origine delle malattie sarebbe interna al nostro organismo.
Si scoprì così il Pleomorfismo (ovvero la capacità dei microorganismi di modificare la propria morfologia) e si gettarono le basi scientifiche dalle quali sarebbero nate ulteriori ricerche, se non si fosse intromesso il mondialmente famoso prof. Louis Pasteur (microbiologo - 1822/1895).
Pasteur affermava che tutti i microbi, indipendentemente da tipo e specie, fossero immutabili e che ciascun tipo fosse in grado di causare una sola malattia specifica; che batteri e funghi non potessero mai originare per generazione spontanea e che, in condizioni di buona salute, il sangue ed i tessuti fossero sterili. Le malattie, dunque, secondo Pasteur, erano causate da batteri che attaccavano l'organismo dall'esterno e derivavano da batteri preesistenti.
Un terzo scienziato s'inserì nel dibattito: Claude Bernard (fisiologo – 1813/1878) e puntualizzò: “Nossignori, il microbo non è nulla, il terreno è tutto.”
Pasteur era famoso per le sue spiccate capacità comunicative e persuasive tant'è che grazie ad esse, riuscì a convincere la comunità scientifica dell'epoca di aver presentato esperimenti e risultati di ricerca determinanti. A tutt'oggi, infatti, il nome di Pasteur è noto a livello mondiale, mentre quello di Bèchamp viene ricordato da pochi, nonostante, all'epoca moltissimi autori seguissero la controversia fra i due scienziati accusando addirittura Pasteur di aver usato le ricerche di Bèchamp nei propri lavori, senza citarne l'autore.
Malgrado si affermi che Pasteur avesse detto in punto di morte: “Bernard aveva ragione. Il microbo non è nulla, il terreno di coltura è tutto”, esprimendo così il suo accordo con Bèchamp, era ormai troppo tardi.
Successivamente il prof. Gunther Enderlein (biologo tedesco – 1872/1968) approfondì e sviluppò le prime ricerche di Bèchamp.
La scoperta di Enderlein avvenne nel 1916, in occasione dei suoi studi sul tifo. Egli osservò, analizzando il sangue secondo le tecniche della microscopia in campo oscuro, minuscoli esseri viventi che si legavano a batteri più organizzati.
Il prodotto di questa coniugazione era istantaneamente invisibile. Enderlein ipotizzò dei processi tessutali, i quali, invece di dar luogo a forme superiori (come nel caso dello sviluppo embrionale) avessero prodotto in forme inferiori invisibili al microscopio ottico. Egli definì questi elementi fortemente mobili, dotati di flagelli, “spermiti”.
Enderlein aveva inoltre già constatato, che nel sangue dei mammiferi era sempre presente un simbionte di origine vegetale. Quest'organismo si manifestava sotto forme diverse, le quali svolgevano, fra l'altro, funzioni vitali in caso di coagulazione del sangue (trombociti). La vita corrispondeva quindi ad una “gigantesca simbiosi primaria”, in quanto senza la possibilità della coagulazione del sangue non sarebbero potuti esistere i vertebrati.
Una vita sana, quindi, doveva essere un'eubiosi e le malattie causare una disbiosi. La scoperta degli “spermiti” non potava naturalmente offrire la soluzione di tutti i problemi, ma dopo essere penetrato sino alle basi delle forme viventi, Enderlein riuscì a descrivere velocemente il ciclo dei microbi, nelle loro differenti forme, nonché uno specifico rapporto di relazione, per cui si completano e si sostituiscono a vicenda. In primo luogo citò il bacillo tubercolare, che si manifesta nell'organismo in una serie di differenti stadi di sviluppo, dai quali dipende l'una o l'altra malattia tubercolare. Nei suoi stadi primitivi - protite e condrite - esso viene già trasmesso all'embrione per via diaplacentare.
“…In un rapporto biologico-funzionale inscindibile con il bacillo di Koch esiste un parassita del genere umano ancora più pericoloso che ha definito endobionte. Milioni di anni fa si è verificata l'infestazione dell'intera classe di mammiferi da parte di un fungo chiamato Mucor Racemosus Fresen.”
“…L'endobionte è, quindi, costantemente presente nell'organismo animale e non può, e probabilmente non dovrebbe neanche, essere più rimosso; ma dalle condizioni del suo sviluppo dipende l'intero attacco focale e con ciò anche la rispettiva forma patologica. Questo parassita fungino manifesta nell'organismo tutti gli stadi del suo sviluppo e questi possono attaccare in misura maggiore tutti i tessuti ed organi.”
È proprio questo fatto che rende l'endobionte così pericoloso per l'uomo e questa circostanza ha a sua volta, come conseguenza, l'assolutamente inusuale varietà dell'attacco focale.
Secondo le constatazioni di A. Leschke: “l'uovo e lo sperma ne sono già colpiti, contrariamente al caso della tubercolosi, nel quale avviene un'infezione…”
“…L'endobionte si manifesta solitamente come carcinoma ed il bacillo di Koch come tubercolosi polmonare… Ma i due parassiti possono manifestarsi contemporaneamente nella maggior parte delle altre malattie, in particolare nel loro stadio di contriti. Il trattamento deve quindi tenere conto, poiché non è possibile una delimitazione diagnostica dell'attacco in particolare nei suoi stadi primitivi. Ne risulta quindi dall'inizio la necessità di una terapia di associazione…”
La concentrazione degli ioni idrogeno (pH) nel sangue, viene modificata dall'attività dell'endobionte; a questo proposito è importante sottolineare il fatto che l'endobionte è un vero e proprio divoratore di proteine. È quindi comprensibile che da ciò derivino premesse sempre più favorevoli allo uno sviluppo infinito dell'endobionte.
Riassumendo, possiamo affermare che dalle ricerche del prof. Enderlein è emerso quanto segue:
1°) Non la cellula, ma il colloide è la più piccola unità vivente
I colloidi sono particelle di dimensioni inferiori a 0,2 μm, vale a dire che esse rimangono al di sotto del potere di risoluzione del microscopio ottico, ma decisamente al di sopra delle dimensioni molecolari di sostanze di basso peso molecolare. A titolo di riferimento: 100.000 di essi in fila misurano 1 mm;
2°) La prova della presenza di un nucleo o equivalente nucleico (MYCH) nei batteri
Questa teoria incontrò a suo tempo la seria opposizione dell'opinione accademica, ma è stata confermata dopo 20 anni dall'avvento del microscopio a contrasto di fase e del microscopio elettronico (Harmsen);
3°) La prova della riproduzione sessuale dei batteri
Enderlein distingue fondamentalmente in tutti microbi una riproduzione sessuale ed una asessuale; fra la formazione di forme microbiche più grandi (aumento della valenza), la Probaenogenia; ed una moltiplicazione puramente numerica, la Auxanogenia. La moltiplicazione asessuale avviene per gemmazione e divisione, quella sessuale è associata ad una coniugazione o ad una fusione nucleica. La moltiplicazione sessuale è stata confermata 40 anni dopo! Confermata dalle ricerche dei premi Nobel J. Lederberg e El Taumg, (U.S.A.) e del prof. W. Hayes (Edimburgo), evitando tuttavia di menzionare i lavori di Enderlein.
4°) La dimostrazione scientifica e i fondamenti del pleomorfismo microbico
Questa dottrina afferma che, in condizioni ben precise, una particolare specie microbica può manifestarsi in differenti forme e stadi di sviluppo, dal più piccolo grado di dimensione ultramicroscopica sino agli stadi grandi, polinucleati, altamente sviluppati dei batteri e dei funghi. Enderlein partì dall'osservazione, che più si retrocede nello sviluppo – dal più evoluto e completo sino al più semplice – più plastica e variabile diventa anche la sostanza vivente e più velocemente avviene il passaggio da una forma vivente all'altra. Il risultato del lavoro di Enderlein è racchiuso nell'opera “Bakterien Cyclogenie”.
Essa illustra il ciclo di sviluppo dei batteri a partire dal più piccolo stadio di virus del grumo similproteico, fino ad arrivare allo stadio di bacillo e da qui allo stato microscopico di fungo. Tutto ciò è stato confermato anche da ricerche recenti effettuate da Kölbel, Domagk, Uyeda, Harmsen e Meinecke dell'Istituto di Ricerca per la Tubercolosi di Borstel. Anche in questi lavori è stato omesso di citare Enderlein.
5°) La dimostrazione che non esiste sangue sterile, privo di germi
Enderlein affermò che nel siero di tutti gli uomini ed animali a sangue caldo sono presenti microorganismi. Egli li chiamò “endobionti”. Altri autori li definivano, 40 anni dopo, “microsomi” o “condriosomi”, senza considerare la priorità di Enderlein, ed affermavano che si trattava di elementi endogeni del sangue. Le ricerche di Enderlein dimostrarono, tuttavia, l'esistenza di una forma di sviluppo dell'endobionte di origine vegetale. Egli la definì “tecite” e riconobbe che era assolutamente identica ai “trombociti”. L’uomo vive in simbiosi con un microorganismo vegetale: l'endobionte. Non esiste nessun essere umano che non abbia acquisito per via diaplacentare questo endobionte e non ospiti per tutta la vita perlomeno i suoi stadi primitivi all'interno delle proprie cellule e dei suoi liquidi organici. Essi sono addirittura presenti nello sperma e nella cellula uovo. Nella serie di sviluppo dell'endobionte le fasi inferiori (protite e condrite) sono apatogene e possono essere usate a scopo terapeutico. Tutte le altre forme superiori possono favorire o causare malattie, penetrando non solo nelle cellule del sangue, ma, a partire da determinati stadi, anche nelle cellule dei tessuti, con effetti degenerativi. Aumentando di numero i piccoli germi primordiali si differenziano ed assumono un'inimmaginabile quantità di forme differenti, delle quali alcune aumentano di dimensioni, assumendo una piccola forma sferica, con il nucleo addossato alla parete. La sua divisione porta all'origine di un micrococco binucleato. Da questo si sviluppano batteri con 4-8 nuclei ed infine un bacillo con 16 o più nuclei. A questo punto abbiamo i progenitori di masse di batteri e bacilli che, secondo Enderlein, alleviamo noi stessi. Nel corso successivo dell'evoluzione si forma improvvisamente al centro di questa massa una struttura, nella quale i nuclei sono raggruppati irregolarmente, trasversalmente od obliquamente all'asse longitudinale oppure parallelamente ad essa. Questa diventa in seguito la progenitrice del grande gruppo di funghi microscopici. Con ciò è completato il grande ciclo - la ciclogenia - dallo stadio di piccolo grumo proteico, attraverso gli stadi di batteri e bacilli fino allo stadio di fungo con il suo enorme potenziale produttivo di forme primitive. Ma cos'è che trasforma questi piccoli grumi proteici in animali da preda così feroci da rivoltarsi contro le cellule del proprio ospite (uomo o mammifero)? La nostra civilizzazione causa o favorisce lo sviluppo verso forme superiori tramite i fertilizzanti chimici, i conservanti, i coloranti, l'inquinamento ecc., ma al primo posto si trova un'alimentazione sbagliata, con il suo contenuto eccessivo di proteine e zucchero addirittura “ingrassa” l'endobionte. Secondo Enderlein, le malattie croniche si basano tutte sull'evoluzione dell'endobionte a forme di sviluppo superiori. Le forme con valenza superiore sono parassitarie.
6°) Malattia significa disturbo da simbiosi
Sia per semplice espansione, sia per incremento numerico, l'endobionte si diffonde nell'organismo umano e nel corpo degli animali a sangue caldo e le sue forme di sviluppo superiori congestionano il sistema circolatorio (pretrombosi, trombi dei capillari, ecc.).
7°) Il disturbo della simbiosi
Essa si riconosce in campo oscuro dalla assenza di determinate forme di sviluppo dell'endobionte (diocoteciti). In quanto bioregolatori essi mantengono l'equilibrio della simbiosi. Allo stesso tempo si manifestano diversi elementi cellulari patogeni.
8°) L'equilibrio della simbiosi
La guarigione delle malattie è possibile solamente restituendo al corpo i regolatori perduti. Questi sono le forme primitive, apatogene (condriti), che degradano mediante un processo di coniugazione le forme di sviluppo superiori, parassitarie e successivamente abbandonano l'organismo attraverso gli organi escretori (reni, intestino, polmoni, cute).
9°) I problemi relativi alla salute riguardano esclusivamente processi vitali. Per questo motivo essi possono essere risolti solamente dalla scienza biologica
Dopo 60 anni d'impeccabile ricerca scientifica, dunque, il professor G. Enderlein ci ha fornito la prova dell'origine causale di tutte le malattie croniche, compreso il cancro, nonché un efficace metodo per affrontarle. Come spesso accade, però, coloro che realmente fanno qualcosa di importante per la storia dell'umanità restano inesorabilmente nell'anonimato.
Dott. Vincenzo Matera
Articolo apparso sulla rivista: “Le Medicine Integrate” - Edizioni Promo Pharma S.r.l. RSM - Anno 2008 n. 1


Questo contenuto è a solo scopo informativo e non è destinato a diagnosticare, trattare o curare alcuna malattia. Si consiglia di consultare un medico per affrontare specifici problemi di salute che potreste avere.

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martedì 7 febbraio 2017

Dr. Axe - Cure e trattamenti naturali per il Morbo di Parkinson in 5 Passi

Parkinson’s Disease Natural Treatment & Remedies

Il Morbo di Parkinson è un malattia degenerativa del sistema nervoso che consiste nella perdita del movimento intenzionale e alterata funzionalità motoria. I sintomi del morbo di Parkinson influenza i movimenti naturali, fluidi, del corpo, e può rendere difficile lo svolgimento delle mansioni giornaliere come parlare in modo corretto, camminare, ingoiare e dormire.
Con il Parkinson, l’area del cervello che controlla i movimenti muscolari riceve meno dopamine del solito. La dopamina è un importante elemento chimico necessario non solo per coordinare propriamente i movimenti del corpo, ma anche per cose come imparare, aumentare la motivazione e regolare l’umore. Questa è una delle ragioni per cui spesso coloro che sono affetti dal morbo di Parkinson sono colpiti da depressione e altri cambiamenti di umore.
Cosa causa il Parkinson, ed è curabile? Non ci sono cause specifiche conosciute, ma alcuni fattori aggravanti includono l’esposizione a certe sostanze chimiche e acqua tossica, più l’infiammazione del cervello. Nonostante non ci siano cure per il morbo di Parkinson (la malattia è sia cronica che progressiva), ci sono medicine disponibili che stimolano la dopamina nel cervello e aiutano a gestire i sintomi. (1)
Uno studio del 2016 di ricercatori dell’Università di Saskatchewan ha scoperto un possibile modo per arrestare la progressione del morbo di Parkinson. I ricercatori hanno creato un composto chimico a base di caffeina, contenente anche nicotina, metformina e aminoindane, che previene il “misfoldig” (mal funzionamento, mutazione) dell’alpha-sinucleina, una proteina necessaria per la regolazione della dopamina. (2)
Nel tempo, l’efficacia delle medicine e dei farmaci tradizionali per i sintomi del morbo di Parkinson spesso si blocca. Perciò è molto importante prendere misure extra per rallentare la progressione dei sintomi, idealmente nei primi stadi della malattia. Più avanti imparerete riguardo a metodi naturali per aiutare in questo ambito, incluso rimedi come avere una dieta antinfiammatoria e fare esercizio, entrambi dei quali possono effettivamente migliorare questa difficile condizione.

COS’E’ IL MORBO DI PARKINSON?

Il morbo di Parkinson è una malattia cronica neurodegenerativa che affligge di solito le persone anziane, e gli uomini più delle donne. (3) Si crede che sia causato da una combinazione sia di fattori genetici che ambientali.
Le caratteristiche del morbo di Parkinson includono tremori, rigidezza muscolare, carenza di equilibrio e difficoltà nel camminare. Nonostante i sintomi varino da persona a persona, col tempo semplici attività, come vestirsi al mattino o andare a lavorare, possono spesso diventare un’impresa.
Poiché il Parkinson è una malattia cronica, i sintomi di solito persistono per un lungo tempo e progrediscono con l’età. Ogni malato è differente, così è normale incontrare vari livelli di molteplici sintomi. Per questa ragione alcuni pazienti rispondono meglio di altri a certe cure naturali.

SINTOMI DEL PARKINSON E SEGNALI DI AVVERTIMENTO

I sintomi del morbo di Parkinson si dividono in due categorie: quelle legate alle funzioni motorie e quelle legate ai cambiamenti di umore. I quattro segnali e sintomi più comuni di questa malattia sono: (4)
-       Tremore: di solito si presenta alle braccia, mascella, gambe e volto.
-       Rigidità: molti pazienti sperimentano rigidità nel tronco del corpo (area addominale) così come nelle braccia e nelle gambe.
-       Bradichinesia: è il termine che descrive la lentezza dei movimenti. Alcuni pazienti si arrestano o irrigidiscono mentre si muovono senza essere più capaci di ricominciare a muoversi, e altri iniziano a trascinarsi a stento quando cercano di camminare.
-       Instabilità posturale: è il risultato della perdita della forza, perdita dell’equilibrio e dei problemi nel muovere i muscoli o coordinare le parti del corpo.

Altri sintomi che possono presentarsi, che spesso hanno un impatto sull’umore e altri comportamenti, includono
-       Depressione e stanchezza
-       Problemi urinari
-       Difficoltà nel parlare o mangiare normalmente
-       Difficoltà digestive, inclusa la costipazione
-       Difficoltà nel dormire
-       Problemi alla pelle
-       Cambiamento della voce
-       Disfunzioni sessuali

FATTORI DI RISCHIO E CAUSE DEL MORBO DI PARKINSON

Al momento non è stata provata una singola causa del morbo di Parkinson.
I ricercatori credono che la perdita del neurotrasmettitore della dopamina, il danno neurologico, l’infiammazione e il deterioramento delle cellule cerebrali siano per lo più i fattori primari che innescano lo sviluppo del Parkinson.
Ciò che si sa è che certi fattori di rischio possono rendere alcuni più suscettibili allo sviluppo del morbo di Parkinson, e questi includono:
-       Essere un uomo, specialmente in età avanzata. La Ricerca suggerisce che gli uomini siano più portati di sviluppare il morbo trai 50 e i 70 anni.
-       Suscettibilità genetica: Alcuni studi hanno identificato diverse mutazioni genetiche che possono mettere qualcuno a maggiore rischio.
-       Danni nell’area cerebrale chiamata “substantia nigra”, la quale produce cellule cerebrali che sono responsabili nella produzione della dopamina.
-       Tossicità ed esposizione ad agenti chimici, incluso pesticidi presenti nella produzione di colture non biologiche. Vivere in un’area rurale e bere acqua di pozzo che potrebbe contenere sostanze chimiche è un altro fattore di rischio ambientale.
-       Dieta povera, deficienza di nutrienti, allergie alimentari e stie di vita non sano.
-       Squilibrio ormonale e altre patologie che possono influenzare la salute cognitiva e aumentare l’infiammazione.

CURE CONVENZIONALI PER IL PARKINSON

Nonostante non ci sia un’opinione unica, i farmaci possono essere utilizzati per stabilizzare l’umore dei pazienti e migliorare il controllo motorio. Il trattamento per il Parkinson può essere classificato in tre categorie generali: (6)
-       Trattamenti sintomatici: in questi sono inclusi farmaci come levodopa (L-dopa), Inosina e Carbidopa, che incrementano la produzione di dopamina nel cervello. Medicine meno comuni che sono utilizzate talvolta per controllare i sintomi includono bromocriptina, pramipexolo e roponirolo.
-       Trattamento neuroprotettivo: tra questi sono inclusi interventi chirurgici come la Deep Brain Stimulation (DBS – stimolazione cerebrale profonda) o rimozione del tessuto.
-       Strategie di cura di base: queste sono ancora in fase di studio e sono il futuro delle cure per il Parkinson. Le ultime ricerche mostrano che le cure naturali per il morbo di Parkinson, descritto più sotto, possono grandemente aiutare ad abbassare i fattori di rischio e anche migliorare la qualità di vita dei pazienti.

5 PASSI DI RIMEDI NATURALI PER IL MORBO DI PARKINSON


Passo 1:Cibi Migliori per trattare il morbo di Parkinson

E’ importante che i pazienti di Parkinson mangino cibo integrale, abbiano una dieta densa di nutrienti che includano abbondanza di frutta e verdura biologica e carni di alta qualità. E’ molto benefico rimuovere i cibi lavorati [che abbiano subito una trasformazione dalla loro forma originale, come, per fare alcuni esempi, la raffinazione, l’idrolisi o la separazione di un elemento dal resto dei componenti di un determinato alimento] e quelli che contengono conservanti, ingredienti sintetici e altri additivi chimici.

Per migliorare questa malattia, si inizia con una dieta salutare e specifica che include i seguenti cibi:

-       Cibo crudo: La frutta e la verdura cruda procurano antiossidanti che aiutano a ridurre i danni dei radicali liberi e abbassare l’infiammazione.
-       Cibo ad alto contenuto di fibre: La costipazione comune trai malati di Parkinson, così bisogna essere sicuri di mangiare abbondanza di fibre e anche restare adeguatamente idratati per aiutare a migliorare le funzioni intestinali.
-       Grassi sani: Consumare grassi sani può sostenere la salute neurologica e aiutare a prevenire il peggioramento dell’umore. Aumentare cibi come pesce selvatico, avocado, cocco, burro da mucche che pascolano, semi e frutta secca germogliata, tipo noci o semi di lino.
-       Oli spremuti a freddo: Olio di oliva usato per condire le insalate può procurare la vitamina essenziale E, che agisce come antiossidante. L’Olio di cocco e di palma [vergini e non trattati] sono oli benefici da introdurre nella dieta per i loro effetti antinfiammatori.
-       Cibi contenenti Omega 3: Aumentarne l’assunzione di Omega 3 può aiutare ad innalzare i livelli di dopamina e ridurre l’infiammazione. E’ importante inserire nella dieta pesce selvatico diverse volte a settimana, come pure includere frutta secca in guscio [noci, nocciole, mandorle…] e semi [semi di lino, semi di Chia, semi di zucca, semi di girasole...].
-       Succhi di frutta freschi: Questi aiutano a procurare vitamine e minerali essenziali. I succhi di frutta freschi [appena preparati] sono anche idratanti e aiutano con la costipazione.
-       Mangiare proteine solo a cena: Tenere moderati i livelli di proteine durante la giornata ha mostrato essere un aiuto per ridurre i sintomi del Parkinson. (7)
-       The verde: Il The verde contiene polifenoli antiossidanti che aiutano a combattere i radicali liberi. Contiene, inoltre, teanina, che eleva i livelli di dopamina nel cervello. Provare a berne tre tazzine al giorno per raccogliere i maggiori benefici.
-       Molte persone hanno beneficiato dall’eliminare i cereali contenenti glutine completamente.
-       Per ulteriori dettagli per migliorare l’assunzione di cibo-ricco-di-nutrimento, dare un’occhiata al Piano di Cibo che Cura.

Passo 2:Cibi da Evitare che Possono Peggiorare il Parkinson

-       Troppe proteine: Ridurre l’assunzione di proteine può migliorare i sintomi del Parkinson.
-       Cibi elaborati [sottoposti a processi industriali]: Tossine e additivi trovati in questi cibi possono far peggiorare il Parkinson. Eliminando questi cibi fin da giovane età è un altro passo preventivo per ridurre i rischi di ammalarsi in età avanzata.
-       Dolcificanti artificiali e zuccheri aggiunti: Questi sono considerati tossici e possono peggiorare i sintomi del Parkinson.
-       Alcool: Può interrompere le funzioni neurologiche e contribuire al cambiamento di umore o altre complicazioni.
-       Qualsiasi potenziale allergene alimentare: Allergie alimentari possono esacerbare i sintomi del Parkinson peggiorando la salute e l’infiammazione intestinale. Si inizia limitando i comuni allergeni, i quali includono glutine, latticini, molluschi e crostacei e frutti di mare e arachidi.


Passo 3:Supplementi e Oli Essenziali per il Parkinson

-       Coenzima Q10 (1.200 milligrammi al giorno): Un potente antiossidante che può aiutare a rallentare il progresso del morbo di Parkinson. Alcuni studi hanno mostrato nei pazienti livelli molto bassi di Coenzima Q10 nel cervello e nel sangue. I mitocondri sono responsabili della produzione dell’energia delle nostre cellule, ma durante la produzione, viene creato un sottoprodotto di ricambio di elettroni. Quando questi elettroni scappano dalla cellulare, sono conosciuti come radicali liberi che sono responsabili del danno ossidativo al cervello e correlato a problemi cognitivi. Per combattere il danno, ogni cellula del corpo contiene un potente antiossidante chiamato coenzima Q10, ma le persone con alti livelli di danno ossidativo possono permettersi di consumarne anche di più. (8)
-       Vitamina C (750 mg 4 volte al giorno): Può essere utilizzata come antiossidante per prevenire i danni dei radicali liberi. E’ anche un supporto per le funzioni immunitarie.
-       Vitamina E (400 UI al giorno): Un importante antiossidante che sostiene il cervello.
-       Integratori a base di polvere di vegetali verdi: assicurarsi che la formula includa spirulina, chlorella o erba di grano per procurare importanti minerali e aiuti con la disintossicazione.
-       Olio di pesce ricco di Omega 3 (1000mg a giorno): aiuta a ridurre l’infiammazione e supporta la salute neurologica.
-       Vitamina D: per mantenere la salute delle ossa, assicurarsi di includere abbondanza di calcio e vitamina D. Le persone che hanno più di 50 anni dovrebbero assumere 1500 milligrammi di calcio quotidianamente con almeno 8’’UI di vitamina D (dal sole, dal cibo e da integratori). (9)
-       Oli essenziali per il Parkinson: Usare gli oli essenziali può effettivamente ridurre e calmare alcuni dei sintomi associati con il morbo di Parkinson, come la depressione, i disturbi del sonno, le infiammazioni cutanee e i problemi digestivi. Gli oli essenziali di Elicriso e di Incenso hanno mostrato di ridurre le infiammazioni del cervello, l’olio di Vetiver ha mostrato ridurre i tremori. Strusciare due gocce di incenso, elicriso e vetiver sulle tempie e sul collo 2 volte al giorno o due olio di incenso sul palato.

Passo 4:Esercizio fisico e Altri Movimenti come Rimedi per il Parkinson

La Washington University School of Medicine riporta che fare esercizio fisico è il trattamento di punta per il Parkinson. Poiché le persone affette da questo morbo non sono sempre capaci come prima della malattia, degli studi hanno effettivamente scoperto che la maggior parte di loro può mantenere la capacità di svolgere molte forme di esercizio fisico altrettanto bene di soggetti di pari età senza la malattia. Per coloro che hanno il rischio di Parkinson ma non hanno ancora sviluppato i sintomi, la ricerca suggerisce che “gli esercizi durante la mezza età riducono significativamente il successivo rischio sia di demenza che di altre forme di decadimento cognitivo.” (11)
Numerosi studi hanno adesso mostrato che l’esercizio fisico ha molti meccanismi antinfiammatori, antidepressivi e neuroprotettivi che migliorano la salute cognitiva. Studi su animali hanno rivelato che molti effetti protettivi relativi all’esercizio includono la riduzione della neurotossina dopaminergica, migliorano i fattori neurotrofici del cervello e migliorano la neuroplasticità.

1.    Muoversi con Cautela
Il Parkinson può distruggere il senso di equilibrio di una persona e rendere difficoltoso il camminare con una normale andatura. Ecco qui alcuni suggerimenti che possono rendere il movimento più sicuro e un po’ più facile:
-       Non cercare di muoversi troppo velocemente, e considerare l’uso di un bastone come supporto o un altro strumento, al bisogno.
-       Quando si cammina, cercate di assicurarvi che il tacco colpisca per primo il pavimento. Lavorare sul tipo di rotazione del piede mentre si muove.
-       Se ci si rende conto che si stanno strascicando i piedi, fermarsi e aggiustare la postura.
-       Guardare dritto quando si cammina, non in basso verso il pavimento. Quando ci si gira, resistere alla tendenza di ruotare i piedi. Fare un’inversione a U, piuttosto.
-       Cercare di evitare di stare curvi o cercare di tenere il centro di gravità sui piedi.

2.      Fare Stretching per Prevenire la Rigidità Muscolare
Fare esercizio fisico leggero e stretching rende i compiti quotidiani più facili. Possono anche aiutare a ridurre la rigidezza, l’indolenzimento e il dolore. Ecco una semplice guida di 4 passi da fare in sequenza che può essere praticata quotidianamente per tenere lontani e prevenire spasmi muscolari o dolore:
1.   Stare 20 cm da un muro e portare in alto le braccia. Appoggiare le mani sul muro per trovare equilibrio e stirare le braccia e la schiena.
2.  Poi, ruotare e appoggiare la schiena contro il muro per tenersi in equilibrio. Gentilmente cammina sul posto, tirando su le ginocchia il più alto possibile.
3.  Sedersi su una sedia, portare le braccia dietro la sedia, facendo sì che le spalle vadano il più indietro possibile. Sollevare la testa verso il soffitto mentre si fa questo allungamento.
4.  Dalla sedia, battere i piedi su e giù mentre si muove vigorosamente le braccia avanti e indietro.

3.      Praticare Esercizi Mente-Corpo come il Tai Chi
Il Tai Chi è l’arte marziale cinese di movimenti lenti e ritmici.
Una ricerca condotta dal Dipartimento di Medicina Riabilitativa all’ospedale West China ha mostrato che nei pazienti affetti da Parkinson, il Tai Chi è ottimo per mantenere forza ed equilibrio, riducendo il rischio di cadute, e anche allevia l’ansia e la depressione. (12)
E’ stato a lungo alle persone anziane come un mezzo per restare attivi e informa, ora le ricerche suggeriscono che possono aiutare a gestire i sintomi del morbo di Parkinson migliorando la gamma di movimenti, l’equilibrio e la messa a fuoco. Un’ora di Tai Chi due volte a settimana è raccomandata per aiutare con la stabilità, coordinazione e funzioni come il camminare.

4.      Ginnastica Aerobica in Acqua
Le difficoltà di equilibrio, la perdita muscolare, il calo della forza e la rigidità possono rendere difficili esercizi tradizionali. L’aerobica in acqua può avere gli stessi benefici di altri tipi di esercizi convenzionali, senza il rischio di cadere.
Uno studio pubblicato sul Journal of Physical Therapy Science ha mostrato che le persone anziane che partecipano a sport in acqua hanno un significativo incremento nella forza delle gambe, miglior recupero dell’equilibrio dopo una caduta, significativo miglioramento della deambulazione e una diminuzione dei rischi di futuri danni a caduta. (13) Bisogna essere sicuri che venga usata la parte bassa della piscina per evitare incidenti, e provare ad avere un amico con se come motivazione extra e supporto. Unirsi ad un gruppo può essere di beneficio per supporto emotivo e motivazione addizionale.

Passo 5:Agopuntura

La medicina orientale può essere spesso disprezzata in Occidente, ma alcuni scienziati hanno dimostrato che valga la pena dare un’occhiata più vicina riguardo ai trattamenti sia dei disordini cognitivi che alle malattie riguardanti l’umore. In accordo con il Gruppo di Ricerca delle Malattie Neurocognitive al King’s College di Londra, una ricerca recente ha mostrato che l’agopuntura può alleviare i sintomi del Parkinson generando una risposta neurale nelle aree del cervello che sono particolarmente affette dall’infiammazione, come il putamen e il talamo.
L’agopuntura è stata usata per secoli per aiutare a ridurre il dolore, l’ansia, l’insonnia e la rigidezza. Adesso si suggerisce che può anche aiutare a rallentare la morte cellulare e attenuare lo stress ossidativo che causano il danno ai neuroni dopaminergici nella substantia nigra. (14)

Precauzioni nel Trattamento del Morbo di Parkinson

I trattamenti naturali menzionati precedentemente non possono garantire che qualcuno sia protetto dal Parkinson o che si possano controllare i sintomi della malattia in tutti i pazienti. Sfortunatamente, poiché i sintomi del morbo di Parkinson sono imprevedibili, spesso è difficile diagnosticare e trattare molti casi.
Se cominciate a notare graduali cambiamenti nel controllo dei vostri movimenti e del vostro umore, è meglio essere previdenti e parlare con un medico riguardo ai vostri sintomi, specialmente se ci sono casi di disordini cognitivi nella vostra famiglia. La National Parkinson’s Foundation offre risorse per individuare la malattia nei primi stadi, e raccomanda di tenere in considerazione di fare il test se si sperimentano cambiamenti come perdita di odorato, vista, stabilità o capacità di andare in bagno e camminare normalmente.

Considerazioni finali sul trattamento naturale del morbo di Parkinson


-       I sintomi del Parkinson includono tremore, perdita di equilibrio, movimenti rallentati, cambiamenti di umore, cattiva postura e perdita del controllo del movimento.
-       Tralle cause del Parkinson sono inclusi alti livelli di infiammazioni, deterioramento delle cellule cerebrali, bassi livelli di dopamina, alta esposizione a pesticidi/tossine e possibili fattori genetici.

-       Il trattamento naturale per il morbo di Parkinson include una sana alimentazione, integratori, terapia fisica e occupazionale, esercizi e movimento, oli essenziali e pratiche mente-corpo che servano a gestire lo stress.




Questo contenuto è a solo scopo informativo e non è destinato a diagnosticare, trattare o curare alcuna malattia. Si consiglia di consultare un medico per affrontare specifici problemi di salute che potreste avere.

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